Il nastro è sporco, gracchiante. Si sente il rumore di fondo di un fruscio soffuso, come dita a lisciarsi i baffi e il soffocato brusio di un bar di periferia a luci basse. Luigi Vicini, l'uomo che per anni ha incarnato il rigore contabile della C.S.K.A. è convinto di parlare a un vecchio amico davanti a una bivva di troppo. Non sa che il telefono sul tavolo sta registrando ogni singola parola del suo tracollo nervoso.
IL NASTRO RUBATO: IL MEA CULPA DI UN PLENIPOTENZIARIO DISTRUTTO
Vicini: "...e smettila di guardarmi così porco di quel Dio. Lo so. Lo so che mi hanno sputato addosso. C’ero io sotto la curva, mica quel parassita! Mi sono preso gli insulti della gente, la mia gente in faccia mentre lui, quel maledetto, probabilmente si stava facendo un selfie per far vedere che 'investe' nel calcio. Investe? Ma cosa cazzo investe quel merda?"
(Si sente il rumore di un bicchiere che sbatte violentemente sul legno)
Vicini: "Ho distrutto un meccanismo perfetto per un'allucinazione. La C.S.K.A. era un orologio svizzero. Pochezza sistematica studiata per sfangarla a dovere. Noia? Forse. Ma eravamo vivi. Poi è arrivato Matteo Costa. 'Furia', lo chiamano. Ma Furia di che? Furia di sparare minchiate. È arrivato con quel sorrisetto da venditore di pentole, parlando di 'nuovi orizzonti' e 'visibilità'. Mi ha rincoglionito. Ho permesso a un analfabeta calcistico di mettere le mani sul mio capolavoro"
Interlocutore (voce fuori campo): "Gigi, però il mercato sembrava..."
Vicini: "Sembrava cosa?! Un suicidio assistito! 500 euro, capisci? Cinquecento pippi polverizzati per finire a guardare gli altri giocare per i prossimi sei mesi. Sei mesi di esilio come i latitanti. E tutto per chi? Per Valentin Carboni!!! 75 euro. Set-tan-ta-cin-que! Quel mongoloide ha giocato quanto un portiere di riserva con la laringite e io l'ho pagato come se fosse il Messia. Ogni volta che vedevo Costa esaltarsi per un dribbling inutile di Carboni, sentivo un pezzo della mia anima crepare. Ma stavo zitto. Per la 'condivisione'. Ma vaffanculo io e la condivisione!"
(Vicini abbassa la voce, il tono si fa cupo, quasi ferale)
Vicini: "Hai visto la difesa? Un cimitero. Avevamo Tavares e Gosens, roba di lusso, e siamo riusciti a affogare lo stesso. E a centrocampo? Folorunsho che sembra un pensionato al cantiere, Modric che ormai ha l'età di mio nonno. E quel cesso di Adzic... ma chi cazzo è Adzic? Costa diceva che era il nuovo fenomeno. Costa non distinguerebbe un pallone da un lampadario del Papanero. Mi ha convinto a prendere Buksa... BUKSA! Ma l'hai visto muoversi?!?"
Interlocutore: "La tifoseria però ce l'ha con lui, lo hanno cercato per tutta la città..."
Vicini: "E hanno fatto bene! Spero lo trovino e lo usino come palo per le bandiere. Mi sento un coglione ad averlo difeso. Mi faceva i discorsi sulla 'strategia aggressiva' mentre Lukaku e Lookman decidevano di scioperare in contemporanea. Avevamo Dia, avevamo Immobile... sulla carta era un'armata, nella realtà è stata una discarica abusiva gestita da un mitomane. Costa non cercava la vittoria, cercava i like. Voleva fare il 'personaggio' sulla pelle della Zeska. Ha usato la mia storia per farsi bello, mentre io affondavo nella merda insieme a Kabasele e Norton-Cuffy. Chi cazzo è Kabasele?! Sembra il nome di un medicinale per la sciolta!"
(Lungo silenzio, si sente il rumore del liquido versato di nuovo)
Vicini: "Ho sbagliato tutto. Mi sono fatto stuprare l'identità da un 'sedicente investitore' che non sa neanche cos'è un fuorigioco. La C.S.K.A. è morta di vanità. Ma ora basta. Se quel buffone di Furia prova a riavvicinarsi alla sede, gli sguinzaglio contro tutto il Villaggio del Ragazzo. Torneremo al passato. Mangiarini della miseria, 1-0 sudati e niente più soci del cazzo. Mi maledico ogni mattina per avergli stretto la mano. 500 euro per finire in serie B a gennaio... se ci penso mi viene da darmi fuoco. Costa, se mi senti: sei la rovina del calcio. Torna a vendere fumo, che la Zeska torna a essere roba per uomini veri."
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