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sabato 7 febbraio 2026
venerdì 6 febbraio 2026
TORINO - INTER, CASTELLOTTI, CESARE CASTELLOTTI
| nella foto: passo e chiudo. |
GENOVA - TORINO: ci ricorderemo per sempre di Te, nella giornata nazionale dei mongoloidi, lanciando palloncini, un modo come un altro per invitare il mondo sportivo a sensibilizzarsi ai problemi di questi endicappati.
Ma veniamo alla Clausura...
mercoledì 4 febbraio 2026
URAGANO MARIANO
Il "Barman" più amato (e scurrile) di Genova: «Basta col Fantacalcio porcodio, che pensino alla fica! I ragazzi? Vecchi dentro, fuori e pure nei testicoli»
GENOVA – Venerdì 6 febbraio. Segnatevi la data, o meglio, scappate se potete. Al bar del CUS si prepara l'asta per la Clausura 2025/26. Tra i fumi della cucina e il rumore dei tappi che saltano, abbiamo intercettato Mariano, l’unico uomo capace di gestire i nostri ragazzi al pari di Sara, sua fedele "tirapiedi".
Mariano, allora ci siamo. Venerdì tornano "quelli del Fantacalcio". Come ti stai preparando?
«E cosa cazzo vuoi che stia preparando...? La solita merda. Quelli li accontenti con poco. Le serate del fantacalcio mi fanno sempre comprendere che alla fine ho fatto una bella vita. Mi sono divertito, ho scopato, ho vissuto intensamente... guardo loro e mi tiro su il morale, ma poi mi cadono i coglioni»
La cena è l'argomento del giorno. Cosa bolle in pentola?
«Come detto la solita merda che gli piace tanto! Ravioli, fagioli alla Bud e salamelle. Roba pesante, come le loro facce (poco larghe). Poca spesa e tanta resa. Anche perché se non tampono un po' sul cibo quei bastardi mi mandano in rovina non appena aprono il frigo delle birre. Sti maledetti. Ah, il ciccione fa 49 anni. Per lui ho ordinato una torta speciale di ciccioli e cotenne. È un maiale, no? E allora che mangi come un maiale»
C'è chi dice che i suoi aneddoti siano... diciamo, romanzati. Cosa risponde?
«Romanzati un par de palle! Le mie sono tutte storie di vita vissuta porca Madonna. Non ho frequentato contesse o signore dell'alta società. A me son sempre piaciute le troie e le mie storie parlano proprio di troie. Tutte quelle che mi son fatto e sbattutto. Che poi se ci ragionassi son sicuro che mi scopato pure le loro madri... e se va bene pure la tua»
Ma in fondo ammettilo... un po' ci sei affezionato anche tu ai ragazzi..
«Ma cosa vuoi che ti dica belin... Quel coglione di Midoro lo vedo tutti i giorni e quindi alla fine é ovvio che un po' gli voglio bene. Gli altri son quello che sono. Ma li hai visti? Porcodio son dei disperati. Me li faccio andare perché comunque in un anno alla fine un po' di grano me lo portano; non disturbano troppo e son pure simpatici. Ma in fondo a dirtela tutta mi fanno un po' pena»
«Ohu belina! Il bagno é dietro! Che cazzo fai...» (Mariano chiude l'intervista con una bestemmia sonora, lanciando uno straccio umido verso un cliente)
martedì 3 febbraio 2026
REPORTAGE DALLA COLONIA ARNALDI
Giobatta (84 anni, ex scaricatore di porto):
«Lele è un signore, eh. Sempre cortese, ti tiene la porta, ti spiega perché il 4-3-3 è un suicidio se non hai i terzini che spingono. Però, belìn, la sera prima di dormire diventa un aguzzino! Ci mischia le bottiglie dell'acqua con il Camatti e ruba i pannoloni per imbrattarli di merda. Per non parlare del Fanta: ci costringe a guardare tutta la notte talenti del calcio sudamericano con la convinzione che esplodano a stretto giro. Ma Lele, tra sei anni io sarò a Staglieno! È un’angheria pura, una tortura psicologica.»
Pino (79 anni, compagno di briscola):
«Ci ha fatto appassionare al Marassi. Ormai seguiamo i risultati come se fossero i nostri. Ma che sofferenza! È un circolo vizioso: sale in A, scende in B, torna in A. È come la nostra circolazione sanguigna, un giorno va e l'altro no. Lui dice che investe sul futuro, ma qui di futuro ne abbiamo poco. Quando compra un millennial ci vien da ridere... a forza di aspettarli ci hanno messo il pappagallo per pisciare!»
La Lella (92 anni, la decana del reparto):
«È tanto caro, ma ha le braccine corte come quelle di un neonato quando si parla di soldi per il fantacalcio. Dice che la sostenibilità è tutto. Per l’asta di venerdì sera ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso di aiutarlo. Abbiamo fatto una colletta tra noi ricoverati: tra chi ha rinunciato alla Gazza e chi ha messo i soldi del caffè, abbiamo raccolto 17 euro. Glieli abbiamo dati in una busta del ticket sanitario. Gli abbiamo detto: "Lele, prendi un top player, non prenderci l'ennesimo ragazzino che deve ancora fare la comunione!".»
Il coro della Colonia «Speriamo che questo ritorno in A ci regali una gioia, una stagione con i fiocchi... anche se sotto sotto lo sappiamo: sarà la solita merda, soffriremo fino all'ultima giornata sperando in un gol di un difensore centrale preso a 1 credito.»
lunedì 2 febbraio 2026
MIDÒ, SI’ ‘NA SHIAVICA! RIDACCE ‘O NAPOLI
La "Svergognata" non ci sta: «Strepitoso 1970? Ma chell’è ‘na marca ‘e detersivo? Tu pienze sulo a ‘o picciriello e a ffa ‘o spuorc!»
NAPOLI – La tensione intorno a Midoro, ha raggiunto il punto di non ritorno. Il cambio del nome del club da "Napoli" a "Strepitoso 1970" è stata la scintilla che ha fatto esplodere la rivolta. Siamo andati a sentire la voce della città, incarnata da una furiosa Rita De Crescenzo.
Signora De Crescenzo, il tifo partenopeo è in rivolta. Cosa ne pensa della scelta di Midoro di cambiare il naming del club? «Ma quale Strepitoso?! Ma comm’ t’abbene Midò? Ma tu staje bbuono cu ‘a capa o t’e fummato ‘e cervelle? "Strepitoso 1970" pare ‘o nomme ‘e ‘nu bagnoschiuma d’o mercatino d’e quatt’vie! ‘O Napoli è ‘na cosa sacra, tu nun puoje venì ccà a cagnà ‘e carte in tavola. T’e pigliato ‘o Ciuccio e l’e fatt’ addivintà ‘nu mulo scassato! È ‘nu sdegno, ‘na schifezza! ‘A gente faticca, s’accatta ‘a maglietta e tu ce scrive "Strepitoso"? Ma va’ pigliat’a mazz’ ‘nfaccia!»
Da diversi anni i risultati latitano. Secondo lei perché Cicciulise non riesce più a vincere uno scudetto nonostante i fasti del passato? «E comm’ vo’ vincer’?! Chisto nun capisce chiù niente! Midoro tene ‘a capa sulo a ‘na cosa: ‘a fess’! Pensa sulo a ffa ‘o spuorc e a correre appriess’ ‘e femmene. Passa ‘o tiempo a fa’ ‘o galletto e s’è scurdat’ comm’ se pazzia a pallone. Dice ca fa ‘o mercato, ma l’unico mercato ca fa è chello d’e zoccole! Nun azzecca chiù ‘na mossa, l’urdemo scudetto ‘o tenimmo d’o tiempo d’a pret’... mo sulo figure ‘e mmerda facimmo!»
Non solo quello però: dedica tanto tempo al"picciriello"... «Uè, Midò, t’o dico io: statte accorto! Pensa sulo a ‘o picciriello suoio, Matteo, o’ tiene sempe annanz’ e arete, ma intanto ‘o Napoli sta jenn’ a ffunno! Tu nun tiene chiù ‘a cazzimma. Si’ addivintato moscio comm’ a ‘na mappina. O cagne registro e turnammo a vincer’ comm’ a ‘na vota, o t’e piglià tutte ‘e stracci e te n’e jà! Nun ce fa’ perdere chiù ‘o suonno. Ridacce ‘o nomme nuostro e posa ‘a marijuana e ‘e femmene, si no venimmo sott’o balcone e t’appicciammo pure ‘e pile d’e recchie! Svergognato!
NO PASARAN (o sgaperan anche i can?)
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| nella foto: nonostante il forte odore. |
C.S.K.A., IL MIO INFERNO
"VI RACCONTO COME SILVER FOX HA DISTRUTTO UN SOGNO"
L'attaccante nigeriano, neo acquisto dei Colchoneros, rompe il silenzio sulla retrocessione: «Società in mano a dilettanti. Costa? Un Manenti da due lire»
MADRID – È un Ademola Lookman rigenerato quello che ci accoglie nel centro sportivo dell'Atletico. Ma il sorriso svanisce quando il discorso cade sulla sua ex squadra, la C.S.K.A., precipitata in Serie B dopo un’agonia durata mesi.
Ademola, cosa è successo davvero in questa stagione disgraziata? «È stata un'umiliazione continua. Ero un separato in casa da sei mesi. Volevo scappare già in estate, sentivo che il giocattolo si era rotto. Abbiamo distrutto anni di successi in poche settimane. È stato come vedere un gioiellino di cristallo preso a martellate da chi doveva proteggerlo».
Il riferimento è alla nuova dirigenza? «Il riferimento è a Matteo Costa, porcodio. Un uomo totalmente impreparato. Si è presentato millantando budget faraonici e investimenti da top club, ma la realtà è che si è rivelato un "Manenti" qualunque. Uno che di calcio non sa nulla, che non conosce i ritmi del campo, che ha trasformato una società modello in un circo».
Ma Costa non era solo al comando... «Esatto, e qui sta il dramma."Calotta" (Luigi Vicini ndr), che conosceva l'ambiente, si è lasciato totalmente soggiogare dal carisma di plastica di Silver Fox. Gli ha dato spazio, gli ha consegnato le chiavi del progetto e insieme hanno firmato il crollo della C.S.K.A. Vicini ha colpe enormi: ha permesso che l'incompetenza diventasse legge».
Anche Ciro Immobile è fuggito via. «Ciro è un uomo intelligente, ha capito prima di tutti che la nave stava affondando. Siamo rimasti soli. Per sei mesi siamo stati costretti a giocare con Carboni, un "pacco" clamoroso. In allenamento era imbarazzante, non teneva un pallone, era palesemente inadeguato per certi palcoscenici. Lo guardavamo e pensavamo: "Ecco, questo è un Midoro che ce l'ha fatta". Vedere la maglia della C.S.K.A. addosso a lui è stato il segnale definitivo della fine».




