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BREAKING NEWS: SURDICH A SPORTWEEK: "VI RACCONTO LA MIA LEGA..."

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venerdì 20 febbraio 2026

UN TENORE PUÒ ALLENARE?

 

Nella foto: Grazie Signore Grazie

Oggi la NOSTRA Lega é in mano ad un gerarca, dittatore, usurpatore che ha annientato ogni sogno, ogni speranza di chi ha vissuto quasi 30 anni con l'idea che il Fantaprofessionismo fosse un vero e proprio ideale da difendere. Ultimo baluardo nella strenua lotta di noi "ggiovani" contro l'imperante calcio moderno. Surdich ci ha - e ci sta a suo modo - mettendo in un angolo imponendo un dominio sul fantacampo che lascia e ha lasciato adito a più di un dubbio. Ma attenzione amici... perché anche il più spavaldo, il più convinto ed il più insospettabile dei tiranni nasconde sempre un punto debole. E non c'è nulla di più letale per un leader carismatico che l'evocazione di una giovinezza passata in contesti ad alto tasso di "sfiga". 

Nella foto: Da guardare e riguardare...

Passare dall'essere il Re del fantaprofessionismo dell'ultimo lustro a essere il tenore di un coro a cappella degli anni '90 è una caduta (forse) senza ritorno. La storia ci é testimone: una storia sussurrata, emersa già in passato, ma che MAI era stata apprezzata, sviscerata e analizzata con dovizia.  Pensavate che la macchia più grande di Berengario fossero i punti di penalizzazione per l’affaire Marchetti? Vi sbagliavate. E di grosso. C'è un segreto più oscuro, più profondo, che risale agli anni in cui Bobo non indossava la maschera del dirigente spietato, ma la tunica di un imberbe interpete di cori di Chiesa. Dal 1992 al 1998, per sei lunghissimi anni (SEIIIIII... detto alla... VENTUUUUUUNO), Surdich è stato il capopopolo indiscusso di quello che oggi i file della memoria ribattezzano ironicamente "Coro et non sboro". Una banda di sfigati senza precedenti, guidata dal suo amico d'infanzia, lo sventurato Bea, che del coro era nientemeno che il Direttore.

Nella foto: "Una rosa per Betlemme"

SEI ANNI"A CAPPELLA" (furbo...)

Mentre i suoi coetanei scoprivano la vita, Roberto passava i fine settimana a studiare polifonia rinascimentale e canti popolari. La sua "famigliola perfetta del cazzo" e la sua vita senza lati oscuri di oggi erano ancora ben lungi dal formarsi e manifestarsi e quello che le carte, i documenti e le risultanze fotografiche dell'epoca ci offrono equivalgono ad una sentenza spietata e senza appello: nel pieno della pubertà, con un mondo all'esterno che aveva da offrirgli qualsivoglia opportunità lo scemo si dilettava in vocalizzi estremi senza l'ausilio di strumenti musicali.

Nella foto: Muy mal!

Il climax della sua carriera da sfigato canoro è documentato nero su bianco:
21 dicembre 1997. Mentre il mondo si preparava al Mondiale di Francia, Surdich era al Santuario di Nostra Signora del Monte per la Messa di Natale dell’Ordine di Malta. Tra canti profani e incenso, Berengario cercava di raggiungere note altissime, probabilmente le stesse che oggi usa per urlare contro l'arbitro quando il Pampa non vince.

IL SOSPETTO (1)

Le immagini non mentono. Roberto, all'epoca, risultava PER ASSURDO, il meno sfigato del consesso. Il che, Cristo... é tutto dire. Ma in mezzo a quel manipolo di nerd da strapazzo e cessi sequipedali cosa mai sarà successo? Vi saranno state avances, approcci, liaison e perché no fornicazioni tra quegli sfigati da zero a zero? Era realmente il "Coro et NON SBORO" oppure qualcuno ha sborrato? La storia ci offre spunti, ma pretende anche risposte, porcodio. 

IL SOSPETTO (2)

E c’è un dettaglio che trasforma questa "macchia" culturale in un potenziale nuovo scandalo. In quegli stessi ranghi del Coro et Laboro, tra una prova e un concerto a cappella, militava anche una giovane Camilla. Sì, proprio lei: l'attuale consorte del dott. Pacciani, l'uomo oscuro dell'inchiesta Marrakech. Qui ci fermiamo. Non andiamo oltre con facili, troppo facili dietrologie. Anzi, facciamoci tutti una bella cantata... a cappella! Roberto saprà guidarci a dovere...



SVEGLIA, PORCO DI QUEL DIO

 

Nella foto: Situazione precaria?

Ritardano i risultati, ritarda l'editoriale. Nessun prigioniero porcodio. C'é gente qui che non merita un cazzo. Redattori che alzano le braccia per qualche giorno e rabbia che monta. "Non esiste porcodio, di darsi tutti una bella regolata...", lo sfogo del ciccione. 


MARASSI - FEDESHOW 0-1 Fagioli
MORGEIRO - SNAP 2-0 Pellegrino, aut. Orban
U.C.S. - PAMPA 2-1 Spinazzola, Zielinski, Bernabé
DEPOR - KLAN 1-2 Malen, Ederson, P. Esposito


Squadra

Punti

Morale

Ultime 4

FEDESHOW FC

6

+1

VV

KU KALL KLAN

6

 +1 

VV

ATLETICO PAMPA

3

-

VP

STREPITOSO NAPOLI

3

-

VP

U.C.S.

3

-

PV

DEPOR RCM

3

-

PV

DEPOR RCM

0

-1

PP

MARASSI FC

0

-1

PP

martedì 10 febbraio 2026

DIALOGO DAL TERZO ANELLO

 

Nella foto: Mancate un casino, balordi

Gusta: «Ohuuuu Xeb! Ma fammi capire? Da quando Bobo é diventato forte? Lo abbiam lasciato che era sempre là in fondo, perculato da chiunque. Ieri ho vista la partita... Tre a uno bello secco al mio Morgeiro, sto bbbalordo. E giocava pure con lo scudetto sul petto! Ma che é successo? Incredibile.»

Zeb: «Ehhhh... se invece di andar dietro a tutte le fighe qui ti ci fossi un minimo dedicato... Surdich ormai vince da anni. A mani basse. Tutto stravolto amico mio. Non é più il nostro Fanta. Non c'é il dominio del terrone e di Carlo. Oddio, Carlo tiene botta e Cicciulise che c'ha mollato. E più o meno per il tuo medesimo vizio...»

Nella foto: Ciao balordi!


Gusta:
 «Ma Cicciu ha vinto facile vedo. 2-0 al mio amico Simbula»

Zeb: «Belin Gusta, porca maderna! (che qui sennò ci mettono al gabbio.... Ma l'hai visto Lele? E' già tanto se non ci ha ancora raggiunto. Il Marassi é raccapricciante. Midoro si barcamena. Pensa che ha pure cambiato nome al Napoli. Come se cambiasse qualcosa... era il terrone e resta il terrone»

Nella foto: Il genio del vecchio editorialista

Gusta:
 «Belin Mido... SNAP. Che balordo!»

Zeb: «Il mio Carletto quantomeno non molla. Sempre lì, attaccato alle caviglie... alla Marco Sanna. Carlo sarà quel che sarà, ma sul fanta... non gli si può dire un cazzo. Anche se vincere con l'U.C.S. non bene»

Gusta: «Oh Zebrone, va che U.C.S. e Morgeiro c'han guadagnato. Noi ormai eravamo bolliti... Semino e quei due un minimo di criterio ce lo mettono. Io ci stavo mollando, tu non ci hai mai capito un cazzo...»


Nella foto: Che bel Xeb

Xeb: «Porcodio (ahia...) ma il Fanta per me non era competizione. Era solo un modo per avervi vicino. Per vedervi, frequentarvi e sentirmi parte di qualcosa di bello. Io ho fatto solo disastri. Per anni. L'unica perla della mia carriera da fantapresidente é stato il "Lodo Elisa"...»


Gusta: «E quel bbbalordo del mio amico Kabila? Ah, ha perso... strano»


Zeb: «Gambot non é cambiato di una virgola. Stessa passione, stesso entusiasmo, stessa merda. Ma come si faceva a non volergli bene? E poi l'ho massacrato per anni con la nostra Samp... non posso non essergli affezionato...»


Nella foto: Che bel Gustaffsson

Gusta:
 «Le ha prese da Fede. Chissà come sta Botteghi... lui sì che ha capito tutto della vita...»

P.S. di Zeb: «Siamo lontani amico mio, ma vederli anche solo da quassù mi fa dire che siamo stati fortunati. Dei debosciati del genere non si trovano tanto facilmente. Mi mancano davvero tanto...»

P.S. di Gusta: «Ohu! Hai rotto il cazzo con i sentimentalismi... vieni che c'abbiamo il thé con Donato. Mi ha detto che ci racconra la storia di quando gli han dato del "belinone" e lui li ha presi a pistolettate...»



ATLETICO PAMPA - ATHLETIC MORGEIRO 3-1
Hojlund, McTominay, Thuram, Soulet

SNAP - MARASSI FC 2-0
Maliynovski, aut. Buongiorno

FEDESHOW - DEPOR RCM 2-1
Kean; Kalulu, Malen

K.K.K. - U.C.S. 3-2
Lautaro, Akanji, Di Marco, Bisseck, McKennie


Squadra

Punti

Morale

Ultime 4

ATLETICO PAMPA

3

-

V

KU KALL KLAN

3

 

V

FEDESHOW

3

-

V

STREPITOSO NAPOLI

3

-

V

DEPOR R.C.M.

0

-

      P

U.C.S.

0

-

 P

ATHLETIC MORGEIRO

0

-

P

MARASSI FC

0

-

P

venerdì 6 febbraio 2026

TORINO - INTER, CASTELLOTTI, CESARE CASTELLOTTI

 

nella foto: passo e chiudo.

GENOVA - TORINO: ci ricorderemo per sempre di Te, nella giornata nazionale dei mongoloidi, lanciando palloncini, un modo come un altro per invitare il mondo sportivo a sensibilizzarsi ai problemi di questi endicappati.


Ma veniamo alla Clausura...

mercoledì 4 febbraio 2026

URAGANO MARIANO


Nella foto: Che bene

I
l "Barman" più amato (e scurrile) di Genova: «Basta col Fantacalcio porcodio, che pensino alla fica! I ragazzi? Vecchi dentro, fuori e pure nei testicoli»

GENOVA – Venerdì 6 febbraio. Segnatevi la data, o meglio, scappate se potete. Al bar del CUS si prepara l'asta per la Clausura 2025/26. Tra i fumi della cucina e il rumore dei tappi che saltano, abbiamo intercettato Mariano, l’unico uomo capace di gestire i nostri ragazzi al pari di Sara, sua fedele "tirapiedi".

Mariano, allora ci siamo. Venerdì tornano "quelli del Fantacalcio". Come ti stai preparando?

«E cosa cazzo vuoi che stia preparando...? La solita merda. Quelli li accontenti con poco. Le serate del fantacalcio mi fanno sempre comprendere che alla fine ho fatto una bella vita. Mi sono divertito, ho scopato, ho vissuto intensamente... guardo loro e mi tiro su il morale, ma poi mi cadono i coglioni»

La cena è l'argomento del giorno. Cosa bolle in pentola?

«Come detto la solita merda che gli piace tanto! Ravioli, fagioli alla Bud e salamelle. Roba pesante, come le loro facce (poco larghe). Poca spesa e tanta resa. Anche perché se non tampono un po' sul cibo quei bastardi mi mandano in rovina non appena aprono il frigo delle birre. Sti maledetti. Ah, il ciccione fa 49 anni. Per lui ho ordinato una torta speciale di ciccioli e cotenne. È un maiale, no? E allora che mangi come un maiale»

C'è chi dice che i suoi aneddoti siano... diciamo, romanzati. Cosa risponde?

«Romanzati un par de palle! Le mie sono tutte storie di vita vissuta porca Madonna. Non ho frequentato contesse o signore dell'alta società. A me son sempre piaciute le troie e le mie storie parlano proprio di troie. Tutte quelle che mi son fatto e sbattutto. Che poi se ci ragionassi son sicuro che mi scopato pure le loro madri... e se va bene pure la tua»

Ma in fondo ammettilo... un po' ci sei affezionato anche tu ai ragazzi..

«Ma cosa vuoi che ti dica belin... Quel coglione di Midoro lo vedo tutti i giorni e quindi alla fine é ovvio che un po' gli voglio bene. Gli altri son quello che sono. Ma li hai visti? Porcodio son dei disperati. Me li faccio andare perché comunque in un anno alla fine un po' di grano me lo portano; non disturbano troppo e son pure simpatici. Ma in fondo a dirtela tutta mi fanno un po' pena»

«Ohu belina! Il bagno é dietro! Che cazzo fai...»  (Mariano chiude l'intervista con una bestemmia sonora, lanciando uno straccio umido verso un cliente)


martedì 3 febbraio 2026

REPORTAGE DALLA COLONIA ARNALDI

Nella foto: Carico come una molla
Nel giardino d’inverno, tra l’odore di talco e il rumore dei deambulatori, il nome di Raffaele Simbula, per tutti "Lele", risuona come quello di un condottiero di altri tempi. Qui, alla Colonia Arnaldi, Simbu è una celebrità, l'unico che riesce a far dimenticare agli ospiti l'orario delle medicine per parlare di moduli e trequartisti.

Giobatta (84 anni, ex scaricatore di porto):

«Lele è un signore, eh. Sempre cortese, ti tiene la porta, ti spiega perché il 4-3-3 è un suicidio se non hai i terzini che spingono. Però, belìn, la sera prima di dormire diventa un aguzzino! Ci mischia le bottiglie dell'acqua con il Camatti e ruba i pannoloni per imbrattarli di merda. Per non parlare del Fanta: ci costringe a guardare tutta la notte talenti del calcio sudamericano con la convinzione che esplodano a stretto giro. Ma Lele, tra sei anni io sarò a Staglieno! È un’angheria pura, una tortura psicologica.»

Pino (79 anni, compagno di briscola):

«Ci ha fatto appassionare al Marassi. Ormai seguiamo i risultati come se fossero i nostri. Ma che sofferenza! È un circolo vizioso: sale in A, scende in B, torna in A. È come la nostra circolazione sanguigna, un giorno va e l'altro no. Lui dice che investe sul futuro, ma qui di futuro ne abbiamo poco. Quando compra un millennial ci vien da ridere... a forza di aspettarli ci hanno messo il pappagallo per pisciare!»


La Lella (92 anni, la decana del reparto):

«È tanto caro, ma ha le braccine corte come quelle di un neonato quando si parla di soldi per il fantacalcio. Dice che la sostenibilità è tutto. Per l’asta di venerdì sera ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso di aiutarlo. Abbiamo fatto una colletta tra noi ricoverati: tra chi ha rinunciato alla Gazza e chi ha messo i soldi del caffè, abbiamo raccolto 17 euro. Glieli abbiamo dati in una busta del ticket sanitario. Gli abbiamo detto: "Lele, prendi un top player, non prenderci l'ennesimo ragazzino che deve ancora fare la comunione!".»


Il coro della Colonia «Speriamo che questo ritorno in A ci regali una gioia, una stagione con i fiocchi... anche se sotto sotto lo sappiamo: sarà la solita merda, soffriremo fino all'ultima giornata sperando in un gol di un difensore centrale preso a 1 credito.»