Giobatta (84 anni, ex scaricatore di porto):
«Lele è un signore, eh. Sempre cortese, ti tiene la porta, ti spiega perché il 4-3-3 è un suicidio se non hai i terzini che spingono. Però, belìn, la sera prima di dormire diventa un aguzzino! Ci mischia le bottiglie dell'acqua con il Camatti e ruba i pannoloni per imbrattarli di merda. Per non parlare del Fanta: ci costringe a guardare tutta la notte talenti del calcio sudamericano con la convinzione che esplodano a stretto giro. Ma Lele, tra sei anni io sarò a Staglieno! È un’angheria pura, una tortura psicologica.»
Pino (79 anni, compagno di briscola):
«Ci ha fatto appassionare al Marassi. Ormai seguiamo i risultati come se fossero i nostri. Ma che sofferenza! È un circolo vizioso: sale in A, scende in B, torna in A. È come la nostra circolazione sanguigna, un giorno va e l'altro no. Lui dice che investe sul futuro, ma qui di futuro ne abbiamo poco. Quando compra un millennial ci vien da ridere... a forza di aspettarli ci hanno messo il pappagallo per pisciare!»
La Lella (92 anni, la decana del reparto):
«È tanto caro, ma ha le braccine corte come quelle di un neonato quando si parla di soldi per il fantacalcio. Dice che la sostenibilità è tutto. Per l’asta di venerdì sera ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso di aiutarlo. Abbiamo fatto una colletta tra noi ricoverati: tra chi ha rinunciato alla Gazza e chi ha messo i soldi del caffè, abbiamo raccolto 17 euro. Glieli abbiamo dati in una busta del ticket sanitario. Gli abbiamo detto: "Lele, prendi un top player, non prenderci l'ennesimo ragazzino che deve ancora fare la comunione!".»
Il coro della Colonia «Speriamo che questo ritorno in A ci regali una gioia, una stagione con i fiocchi... anche se sotto sotto lo sappiamo: sarà la solita merda, soffriremo fino all'ultima giornata sperando in un gol di un difensore centrale preso a 1 credito.»






