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BREAKING NEWS: SURDICH A SPORTWEEK: "VI RACCONTO LA MIA LEGA..."

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lunedì 13 gennaio 2020

TANTI AUGURI XEB, GUARDA COSA TI HA REGALATO SEMMY!

nella foto: una cazzatina, giusto un pensiero
GENOVA: nel giorno del compleanno del compianto Xeb, l'UCS sprofonda in Serie B. Il Presidente Semino, dopo aver speso a vanvera nel corso del mercato estivo, non è riuscito a dare una sterzata ad una stagione maledetta, i timidi segnali di ripresa giunti nel finale di stagione hanno reso ancora più cocente la delusione, posto anche che il Depor non ha certo innalzato il livello delle sue (misere) prestazioni.

Nella nuova sede di via Semeria Semino si lecca le ferite e con il suo fidato consigliere Bestagno (sue le grandi intuizioni Icardi/Lozano) medita già le mosse per la rifondazione e la pronta risalita.

Auguri Xeb e auguri all'UCS di un pronto riotrno in serie A.
nella foto: quando tirava i fili lui queste cose....eccome se succedevano

giovedì 21 marzo 2019

ICARDI - SEMINO: PACE FATTA?


Armistizio U.C.S.-Icardi.
Mauro di nuovo in campo, ma il futuro è scritto


L’argentino si allena con i compagni 36 giorni dopo la rottura per il caso “fascia”. Colloquio tra Bestagno e Semino: l’a.d. ha preparato il terreno al numero 9. A fine stagione, però, sarà separazione


21 MARZO 2019 - GENOVA SAMPIERDARENA

Mauro Icardi torna in campo. L’argentino oggi si allenerà nuovamente con i compagni 36 giorni dopo lo strappo del 13 febbraio e il caso della degradazione da capitano. Ecco Il segnale che l’U.C.S. si aspettava: entro le 10 Mauro sarà in via dell'Acciaio, un’ora dopo scenderà in campo. Il lavoro di mediazione tra Bestagno e l’avvocato Paolo Nicoletti ha dato i suoi frutti e Icardi è pronto a rimettersi a disposizione di Semino: ieri mattina il giocatore ha chiamato Nicoletti comunicando la sua volontà di tornare in gruppo dopo le terapie al ginocchio. Decisivo anche il contatto tra Bestagno e l’allenatore dell'U.C.S. Luca Maestri: l’a.d., infatti, ha preparato il terreno per il ritorno di Maurito. Di certo il numero 9 sarà un’arma fondamentale per conquistare anche quest’anno una dignitosa salvezza. Ma il futuro è già scritto. A fine campionato sarà separazione, a meno che all’U.C.S. – scenario oggettivamente improbabile – non arrivi neppure un’offerta per il suo centravanti.

martedì 23 maggio 2017

3 MAGGIO 2011, C'E' RIVINCITA

nella foto: sempre loro come Sandra e Raimondo (vivi, no?)



Genova: Garrincha aveva solo un dribbling, lui lo sapeva, tu lo sapevi, ma non c'era il modo di fermarlo. Lo stesso è il Pampa: si sapeva non avrebbe vinto ma i modi e i tempi sono sempre quelli del fuoriclasse, il fuoriclasse dei perdenti.
E' raro in una giornata che laurea una squadra campione, nonchè vede salva una squadra autrice di un vero e proprio miracolo, che la copertina se la arroghi una terza compagine, ma la storia del Pampa è come la saga di Fantozzi al contrario: ogni episodio fa sempre più ridere ed entra sotto pelle ad ogni italiano appassionato di calcio proprio grazie a quella vena di amarezza e malinconia che non può fare altro che appassionarti.
Questa volta la colpa è del presidente Surdich, che al triplice fischio del sig. Carovita entra in campo esultando come un matto, corre verso la curva del Marassi compiendo gesti inequivocabili come neanche Mazzone agli atalantini. Surdich è ebbro di gioia un ebbrezza che lo rende sordo agli insulti e cieco ai gestacci; ha vinto il derby più importante della storia e nella sua mente ha raggiunto lo spareggio per lo scudetto.
Nella sua mente.
Sì, perchè il Napoli dalle sette vite, ha in realtà vinto contro il Morgeiro complice un clamoroso errore dal dischetto del grande ex (sia di Pampa che del Napoli) Francesco Totti e si è laureato per l'ennesima volta campione.
Torniamo allora al Biscione, quando Surdich finisce la scarica di adrenalina fatta di urla ("A MERDEEEEEEE"), gestacci (Mani a paletta a chiudersi sul pube) pugni levati al cielo ecc...la scena è indescrivibile e irraccontabile: da una parte ci sono 30.000 tifosi del Pampa pietrificati e shockati dall'incredibile comportamento del loro Presidente, dall'altra ci sono gli ospiti che non chiedevano altro se non di trasformare una cocente sconfitta nella più perfida delle vittorie. Dalla curva azul-gran, una volta spenta la fragorosa, liberatoria risata, parte un immarcescibile "Scemo, Scemo" che, prima cantato da pochi, poi, in un crescendo rossiniano da tutta la curva in visibilio, fa capire a Surdich che c'è qualcosa che non va.
Lo sfortunato Roberto fa appena tempo a capire il suo errore, coprire il volto solcato da amare lacrime ed imboccare con passetti rapidi ma teneramente incerti, il tunnel degli spogliatoi.
Allo stadio scoppia il finimondo, i tifosi del Marassi sono impietosi e la loro festa è uno schiaffo in faccia a quelli verdazzurri, che in teoria, avevano vinto l'importante partita!
Simbula in sala stampa parla di "sconfitta più gioiosa della storia" e "il miglior derby della storia per i tifosi" mentre Surdich esce dallo stadio da una porta secondaria.
Raggiunta in serata telefonicamente, la moglie Claudia alla domanda "come va suo marito col morale?" risponde fieramente: "al morale Roberto non ci ha mai pensato, a lui interessa solo il bene del Pampa".
Sarà.
Un'altra pagina della sfortunata storia della compagine marassina è stata scritta, sappiamo tutti che non sarà l'ultima.
Detto dell'incredibile epilogo del derby di Marassi, non resta che toglierci il cappello avanti l'ennesima impresa del Napoli. Midoro, abbandonate le incredibili e folli spese dei primi anni, si è dimostrato il manager migliore, trovando addirittura un lavoro e andando a pescare calciatori sottovaluti e sottopagati per ergerli a protagonisti assoluti. Nelle ultime due giornate Balzaretti e Caracciolo da semplici coristi si sono elevati a solisti, in un ensemble tutto l'anno diretto magistralmente da Di Natale e Di Vaio.
Ovviamente chi vince è sempre e meritatamente aiutato dalla fortuna e la dea bendata ha preso questa volta le sembianze del pupone che ha spedito a lato un rigore a dir poco decisivo. Il penalty sbagliato da Totti mette i chiodi sulla bara del Morgeiro, lo rispedisce in B e ne condanno la nouvelle vague spendacciona e confusionaria. Fa riflettere che nelle ultime due stagioni siano retrocesse due fra le squadre che avevano speso di più in sede di mercato: la competenza paga più del grano.
Non si può certo parlare di competenza ma di vero e proprio intervento divino quando si va a guardare con occhio attento la stagione del CSKA, la squadra di Vicini ha raccolto più punti di tutti nel girone di ritorno e ha colto una salvezza invero insperata alla fine di quello di andata in cui era riuscita a perdere tutte le partite tranne una. Grande gioia in piazza San Pietro, dove, durante la beatificazione di Carlone Woytila, la partita era trasmessa nei maxi schermi appesi alle colonne del Bernini.
Più inutili del cerotto per dilatare le nari si sono disputate anche Klan - Fedeshow (0-0) e CSKA-Depor (1-0), il sipario cala su uno dei campionati più avvincenti della storia, ci rimane la merdosa coppa italia e la solita calda estate in cui per tutti sarà lecito sognare anche per l'UCS che ritorna dopo solo una stagione sul palcoscenico più prestigioso.
hanno detto:
"Ok mi avete trovato. Ora tocca a me contare?"
Osama Bin Laden

"L'ottavo nano di Roma non è morto"
Guastamcchia se la prende con Totti, giocatore più pagato della storia.

"Vicini Santo Subito!"
Il Cardinale Tettamanzi inizia le pratiche di Beatificazione.

"Voglio un UCS stabilmente fra le grandi"
Zebrone, soliti, inutili proclami

"Che sabati sulla rambla di via XX"
Simbula sembra apprezzare l'ideona del Comune di Genova

"Ma vaffanzum-zum-zum"
Anche quei goliardi del Coro et non Sboro se la prendono con Surdich

"Qui in italia pensate solo ai risultati, in Brasile si pensa di più alla fica"
Da Sassari Botteghi parla della stagione, comunque positiva, della Fedeshow

"La stagione del Klan più inutile del guanto purebred"
Masnata, capo Klan

"Il guanto purebred? Mia madre lo usa per il pelo della gatta"
Midoro in un simpatico ed involontario doppio senso"

mercoledì 27 aprile 2016

COSI' RIDEVANO, 14.3.2011


nella foto: samule eto'o: un sorriso a cui non puoi dire di no.
Genova: Si sgrana la classifica ma non si delineano ancora reali forze, ambizioni, obbiettivi. In testa fa un piccolo passo avanti il Marassi che capisce che il Depor non è in vena di battaglia e accetta un punto senza preoccuparsi troppo delle apparenze. Di questo clima coccoloso ne approfitta Eto'o che, con il suo grande opportunismo, riesce a vendere tutte le rose che gli erano state affidate. Non gli è da meno Ibra che, col vecchio trucco del gesso sul braccio, tenta di alzare qualche portafogli ma, pizzicato dai blu, è costretto a lasciare il terreno da gioco e raggiungere a capo chino la sua roulotte.  Nella più classica delle sfide che oserei definire, con un azzeccato neologismo calcistico, "testacoda", i derelitti chierichetti di San Martino vengono premiati per il loro continuo snocciolare rosari: pur in 10 uomini per le cervellotiche scelte di Mr. Vicini che pare più unto di sugna che dal Signore, i padroni di casa affondano il Napoli del sempre fantastico Di Natale. I Saints, che fino a ieri avevano conquistato un solo punto in classifica, riaprono clamorosamente la corsa alla salvezza poichè l'Atletico Pampa ottiene un solo (seppur prezioso) punto in Brasile. I pamperos soffrono il momento no di Cavani, avvilito dalla quaresima, e nonstante un fantastico Sanchez, complici anche gli strascichi lasciati dalla penosa figura del Derby di domenica scorsa, non riescono a ribaltare del tutto il vantaggio di Matri, e piegare, così, una Fedeshow, come al solito di questi tempi, distratta dal carnevale.
Non rimane che segnalare un Klan che si rilancia clamorosamente per obbiettivi di prim'ordine, andando a vincere in Colombia contro un discreto Morgeiro. La splendida scoperta Ramirez e l'ex Hamsik regalano i tre punti agli ospiti, dall'altra parte un buon Totti non basta a superare un Julio Cesar tornato a livelli di eccellenza.
hanno detto:

"Mooooscardelli, MO-SCA-RDEL-LI! svroooooom, spatang, crash...tu-tu-tu"
"Yoshima Koyozuki" 1977-2011

"Come? non si sente bene! mandimela via mail, click, tu-tu-tu...hihihi, stupido muso giallo"
Andrea Meschino

"coccoliamoci"
Alessandro Florindo Pesce

"I Papaveri me li vedrò dalla parte delle radici"
Nilla Pizzi, prende bene la sua morte.

"1,2,3 Stella!....Mike!
"Assirio Candiotti, guardiano del cimitero di Arona"

"Ratzy, porco dio, hai rotto il cazzo!"
Rastaman P. all'angelus in piazza san pietro.

"Con Pacciani solo amicizia, con Renato solo sesso"
Giselda Criscuoli smentisce la liaison col rampollo genovese dopo i sconvolgenti eventi del matrimonio Blanco-Bonetti.

"In Giappone sta succedendo qualcosa"
Simbula e il suo sesto senso ancora una volta decisivo ad evitare il disastro.

Bambini cosa avete imparato dalla gita alla fattoria?
Alessandra Orcelli, maestra elementare

"Muuuu"
Franchino, bambino

"Beeee"
Gianna, bambina

"Porco dio, scendi da quel trattore!"
Lorenzo Surdich.

mercoledì 2 marzo 2016

GIOVANI E BABBI, di ANDREA GAGINO

nella foto: il genio


Qualche anno fa era come adesso, non avevamo un cazzo da fare, allora non facevamo neppure finta di avere impegni così, dopo qualche serata passata a dire cazzate, forse colpevole il tasso alcolemico elevato in qualcuno di noi, era venuta fuori l'idea di fare un libello su un argomento che ci stava molto a cuore in quel periodo.
Dopo qualche giorno Xeb (9 marzo 2006, quasi 10 anni fa) ne venne fuori con questo capolavoro, che oggi, a distanza di anni, la redazione propone con incommensurabile gioia ma anche con una vena malinconica, al pensiero di cosa potrebbe essere questo merda di blog nelle mani sue.


Giovani e Babbi visti da Xeb.

Nello stesso istante in cui al nostro gruppo di eterni mentecatti è nata la malsana idea di provare a scrivere questo ciarpame, mi è balenata in testa la più scontata delle domande : Sono stato giovane oppure babbo?

La risposta è immediata : non me ne frega un cazzo; se dovessi giudicare in base alla figa che ho avuto l’onore di toccare direi giovane; se dovessi analizzare lo stile con cui stoppo un pallone direi babbissimo.

Pertanto ho deciso di contribuire alla creazione di questo manoscritto con tutto ciò che a me ha sempre fatto impazzire nel complesso mondo del Giovane/Babbo. [Con la G maiuscola]

Nella mia feroce adolescenza ho veramente incontrato di tutto : dallo scolaretto untissimo al guappo di Sarzana. Veri Giovani con il Fifty, con il carburatore “19” e la Proma. Altri con quella orrenda imitazione del “Ciao”, com’è che si chiamava? Aveva il nome spagnoleggiante, faceva i 24Km/h ed era venduto solamente in colorazioni tipo verde pistacchio, rosa mollo o grigio non metallizzato. Non sapete il nome? Ve lo dico io : TOLEDO.
Il Giovane, ricordo, aveva anche la moto da cross introvabile ed elaboratissima. E misurava la velocità del bolide sfrecciando sullo stradone affiancato da un amico più grande con una moto di grossa cilindrata; di solito l’amico mentre lo affiancava guardava il contachilometri e gli urlava : “SEI SUI NOVANTACINQUEEEEE!!” . Qui il giovane assumeva un’espressione scazzata, e dopo essersi fermato buttava lì frasi intrise di una falsa delusione : “.. Non va un cazzo..Pensavo meglio” .
Già, l’amico più grande. Il giovane gira sempre con gente più grande. Il babbo gioca con le cugine.

Ho conosciuto i cattivi della classe; gente tosta, capace di pisciarti nella tasca del cappotto appeso fuori dalla classe. Quelli che tutte, ma proprio tutte le mattine calpestavano, il panino con uovo e frittata di carciofi del babbo, per poi rimetterlo puntualmente nel ripiano inferiore del suo banco.

Eccolo, il babbo; in media costruito morfologicamente male. Fianchi larghi, spalle strette, in alcuni casi gambe a x. Sempre, ascella che sa di cipolla. In ogni occasione le ghiandole sudorifere sono pronte a secernere quel liquido mefitico. Un saluto di una “Preppy” [Rarissimi nei suoi confronti], una domanda di una professoressa, un motorino rumoroso che arriva alle spalle, uno sguardo un po’ duro di un giovane.
E poi il fiato. Da cammello. In ogni ora, del mattino e della sera, la stessa tonalità tombino.

Il giovane, a scuola con Zainetto stracciato, due libri de “Il Libraccio”, una penna. Diario gonfio di cazzate, ma messe bene, non da babbo. Solitamente ha l’adesivo degli Hell’s Angels, rotondo con lo scheletro a braccia conserte, oppure quello della Fossa con il CHE blu su sfondo rosso.
Battuta sempre pronta, tempo comico innato. Riesce a far ridere anche la prof, ma non è mai leccaculo. Rutta immancabilmente ad ogni cambio ora. E’ intelligente ma non si applica. Basterebbe tanto così, dicono ai suoi genitori. Ma lui se ne fotte.
Il suo banco è sempre laterale appoggiato alla parete, o l’ultimo in fondo.
Nella cartellina di Tecnica ha un “Le ORE Mese”.
Ha l’intuizione che fa sospirare la Professoressa.
Ingaggia dibattiti furibondi durante l’ora di religione.
Legge la Gazza durante quella di Inglese, perché pronuncia con la facilità di Mick Jagger qualunque frase gli venga richiesta. [Potenza del Rock]
Arriva dopo alle pizzate di classe, perché ha da fare.
Il giovane ha sempre da fare.
Si siede in mezzo agli amici festanti ammiccando e facendo cenni e esordisce fra gli astanti con frasi del tipo “ Niente niente, sa lui.. POI TI DICO” . E giù risate.
Saluta due o tre avventori nei tavoli vicini. Conosce tutti.
La pizza arriva anche per lui, perché è un habitué del locale, conosce “Gino”.


Il Babbo alza la mano e viene smerdato. Sempre. Non ha facoltà di parola, da quel giorno in cui ha fatto il grave errore di affermare :”  Professoressa, ma oggi non c’era l’interrogazione?”
Il babbo non ha tempo comico. Se fa una battuta ride solo lui, e la sua cerchia eventuale di babbi.
Nel novanta per cento dei casi la battuta è inerente all’argomento di studio ed è un gioco di parole di quart’ordine. Lui ammicca verso gli altri, facendo il classico gesto del pollice/indice messi ad uncino a sottolineare “il nesso”.

Ha l’astuccio con la fibbia, in cui tiene gelosamente un compasso di acciaio temperato con braccetto snodabile e blocca / apertura. Il tutto gli è stato regalato per la comunione.
Ha la Papermate.
Ha la riga da 60 con gli spigoli perfetti.
Ha lo zaino di pelle marrone.
Ha i mocassini con il dorso intrecciato tipo vimini, con la punta leggermente all’insù, ed il pantalone con la riga.
Ha il maglione kaki a rombi.
Ha il giubbotto di Jeans della Carrera blu scurissimo.
Ha il diario riempito di cazzate, ma messe male. Tipo moto ritagliate, la foto di Den Harrow, la scritta “Oggi sono veramente triste” fatta con l’UniPosca dorato e lasciato aperto nella speranza che qualcuno gli domandi il perché del suo disagio.
Se ha un adesivo, di solito ha il “Sampdoria Club A. Bollano” con l’Europa stilizzata ed i piedoni tricolori sopra, oppure il “Genoani si nasce fighi si diventa” con Lupo Alberto vestito da Fred Astaire.
Studia e prende appunti come un forsennato.
E’ additato ad esempio dalle prof. durante i cazziatoni nei confronti del giovane, con frasi crudeli del tipo : “ Ecco vedi, lui magari non ci arriva con la tua facilità, ed è proprio per questo che, se devo promuovere qualcuno, premio lui perché si impegna tantissimo!!”
Il babbo è fiero di questa cosa.
Il babbo studia qualche strumento strano, tradizione di famiglia, tipo la farfisa 290 tasti o la viola.
Partecipa alla pizzata di classe con il maglione attorno al collo legato con il “mallocco” fra le due maniche.
Gli sbagliano immancabilmente la pizza.
Parla con i compagni babbi della facilità dell’integrale inserito nell’ultimo compito di matematica.
Ammicca a voce alta verso l’altro lato del tavolo, pensando “fuori dalla classe è un’altra cosa”.
Di solito dice “EHI, CHICCO!” sorridendo, e ricevendo il classico “CAZZO VUOI, BABBO!!”


Il giovane prende tre materie.

Il babbo è promosso e fa i compiti delle vacanze a Giugno “Così ho tempo libero durante l’estate”.

Il giovane va a ripetizione per due giorni prima degli esami di riparazione, abbronzatissimo e in infradito.
Viene promosso perché è giovane, e perché gli fanno la domanda sull’argomento a piacere.


Già, le vancanze estive. Il bellissimo ritrovo dei “Bagni Miramare”.
Anche li, il giovane. Abbronzato subito e senza essersi mai sdraiato un secondo in spiaggia. L’unica occupazione è chiudersi nelle cabine con le fighette milanesi. Gioca ad “Asteroid” pestando sui tasti e gridando frasi a caso che -comunque- fanno sempre ridere chi gli sta intorno. E’ simpatico a prescindere. Sentenzia su qualunque cosa, parlando per ultimo e scatenando risate a discapito di chiunque.
Fuma e i suoi lo sanno.
Esce più tardi e se ne va prima argomentando “Perché domani gioco”, mentre gli altri schizzano di corsa perché hanno il coprifuoco alle 23 in punto.
Limona sugli scogli, ma a differenza degli altri lui tocca anche la figa. Da dentro i jeans, non da fuori.

Il babbo gioca a pallavolo tutto il giorno. Asterod gli è proibito dalla madre.
Al flipper non trova mai libero, assiste impotente a ore di scianche sfrenate con risate fra giovani. Quando tocca a lui tutti si eclissano per fare dell’altro, mentre lui rimane solo, infilando tre palline centrali perfette fra le palette di seguito per un totale di 237 punti. Il record è del giovane, e campeggia li, in bella evidenza sul tabellone, scritto su un foglietto ed attaccato con lo scotch. CHICCO 23.456.200 punti.


Il babbo. Solitamente con il disegno della canottiera tatuato sulla pelle. Costume a mutanda durante la moda dello slip, con lo slip durante il boom del Sundek.
Si presenta con :           Asciugamano / Telo da mare con raffigurato Enorme segno Zodiacale.
                                   Vasetto da 1 Kg. Di Lancaster.
                                   Sandalo rosso oppure azzurro in gomma con fibbia laterale “Perché ci sono i ricci”.
Si spalma subito ovunque, venendo investito da una nube di sabbia, causata dal gruppo adiacente di Giovani che sta facendo un’americana all’ultimo sangue.
Non fa il bagno prima di quattro ore dall’ultimo pasto.
Gli scappa puntualmente la cacca ogni volta che mette piede in spiaggia, e si ritira nel cesso nel momento di calca maggiore, durante la doccia dei bambini con le mamme.
                                   Prende “Il Concertino” all’Amarena.

Di solito è con la zia. Alla malparata è con una cugina, costantemente quest’ultima è il cesso della spiaggia e quindi lui non fraternizzerà mai con nessuno, in quanto l’habitué del posto è lei e sta sul cazzo a mezza spiaggia in quanto rompicoglioni. La mezza spiaggia è quella dei giovani.
 Conosce due ragazzi il giorno prima della partenza. Spera di reincontrarli alla sera, ma piove e quindi nessuno esce in passeggiata.





Il giovane è “in cocca” col bagnino.
Scrocca il moscone per tutto il pomeriggio e va al largo per limonare.

Si presenta con :           Pantalone di jeans corto, solitamente a torso nudo e scalzo, da casa alla spiaggia.
In alternativa arriva in motorino posteggiando vicino al flipper, sempre e comunque scalzo.
Saluta tutti, dal più anziano al bambino in carrozzina, e tutti lo salutano.
Prende la rincorsa da sotto il portico ed a qualunque ora si tuffa come un delfino in mare.
In presenza di figa, di solito salta a piè pari tutta la fase dei saluti. Posteggia e parte con la rincorsa.
In questo caso tutti lo accolgono con “OU E’ ARRIVATO CHICCO” [Alta percentuale di giovani con nome Chicco] “BELIN FINALMENTE”.
Esce dall’acqua con nonchalance, sedendosi subito vicino alla figa nuova di turno.
Si scrolla l’acqua dai capelli e le sorride.
Si accende una siga senza bagnarla.



[..Segue..]

martedì 22 aprile 2014

DOPPIA COPPIA!

nella foto: colleghi sotto la luce dei riflettori, compagni nella vita privata
GENOVA: Questa Clausura sta preparando un finale con i controcoglioni, e non sia mai che non arrivi l'ordinanza del sindaco che lo vieti ai deboli di cuore.

Continuiamo con i cliché  calcistici (brutti, fra l'altro) perché la giornata presentava il più classico dei testa coda: i primi della classe, i verde arancio di Paracurù andavano a far visita agli ultimi, ma redivivi, bianco-malva del Depor. La partita è risultata bruttina con due squadre timorose, il rigore sbagliato in apertura da Cassano fa presagire un epilogo doloroso per i padroni di casa che, invece, non rischiano mai di capitolare e, nel finale, trovano il gol con Radja Nainggollan che garantisce al Depor l'aggancio con la derelitta UCS e nuove, sempre più concrete, speranze di una salvezza che sarebbe una delle più miracolose e inaspettate mai raggiunte.

Eh sì, perché a questo punto gli uomini di Gamba sembrano avere l'inerzia per farcela anche alla luce di una condizione psico-fisica imbarazzante dell'UCS.

La squadra di Semino sembra la lontana parente del rullo schiaccia sassi dell'annata 2012/2013 e lo 0-5 casalingo contro il Klan è un record negativo che non si era mai registrato neppure negli anni più bui della gestione Zebrone.
La rosa è stata messa insieme con grandi sforzi ed investimenti ma senza una strategia precisa: la squadra ha troppi galli e pochi umili legionari e i risultati sono un disastro sotto gli occhi di tutti.
A Sampierdarena, per la prima volta, si sentono i primi mugugni "quandu ghea u Ssebrunne..."

Gli incappucciati ritornano in vetta e continuano con l'ottovolante di risultati roboanti.
Dopo due pesantissime sconfitte sono infatti arrivate due goleade e in via Magnaghi oltre la solita aria di fogna causa estuario del Bisagno, si respira pure aria di Double.

Tutti questi accadimenti levano la scena ad un derby di Marassi ancora una volta molto combattuto. Questa volta a gioire sono i tifosi dell'F.C. Marassi che vincono e tengono a debita distanza l'ultimo posto anche se la vittoria del Depor fa sì che i ragazzi di Simbula non possano ancora permettersi cali di concentrazione.
Il Pampa consegna obtorto collo mezza salvezza ai cugini ma conserva ancora qualche velleità tricolore.

In Colombia un Napoli corsaro vince per 3-2 una partita spettacolare riaccendendo qualche speranza di titolo.

Morgeiro, Pampa e appunto Napoli, sono a 5 punti dalla vetta ma gli incroci di calendario rendono possibili molti scenari che sembrerebbero di primo acchito improbabili.

Riepilogando: cinque squadre in lotta per lo scudetto e tre per la salvezza, tutti hanno ancora qualcosa per cui combattere, non ci potranno essere le solite combine che hanno caratterizzato tristemente altre competizioni, il campionato dei fantaprof è sempre una certezza: genio, fantasia, spettacolo.